Agenda

La Sanità in Lombardia verso il Ventennio formigoniano
Lunedì 24 maggio, ore 21: la puntata di Report sulla sanità e il
contributo Radicale - 24/05/2010
sede radicale
via Marchesi de Taddei 10, Milano


sabato 16 gennaio 2010
Ore 17.30
sala del Millenario, piazza duomo 70, Voghera (pv)

Organizzano: RinnovareVoghera, il Partito Liberale Italiano e l'associazione Liberal&co


incontro con Pietro Ichino

15/01/2010, ore 20.40,

Sede della Associazione Enzo Tortora- Radicali Milano 

Via Marchesi de Taddei 10 Milano


Per sensibilizzare l’opinione pubblica meneghina, ancora distratta dai festeggiamenti natalizi, assieme agli amici di 02PD, ANNAVIVA ORGANIZZA UN BANCHETTO MERCOLEDI 30 DICEMBRE 2009 IN PIAZZA LIMA A MILANO (MM1 LIMA) DALLE ORE 15 ALLE 18.


Cena Dibattito organizzata da The Adam Smith Society

Martedì 15 dicembre 2009 alle ore 19.30 presso l'Hotel dei Cavalieri in Piazza Missori 1 a Milano e a cui parteciperanno in qualità di ospiti della serata:
Gianfranco Fabi - Direttore, Radio24
Oscar Giannino - Giornalista ed Economista
Piero Ostellino - Editorialista, Corriere della Sera
Apertura dei lavori: Alessandro De Nicola - Presidente, The Adam Smith Society

Per partecipare alla cena sarà indispensabile confermare via email ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) la propria presenza e provvedere contestualmente al pagamento della quota di partecipazione entro mercoledì 9 dicembre.


martedì 1 dicembre 2009 - ore 16.45 -
Aula 42 - Università Bocconi -
Via Sarfatti, 25 - Milano
In questi giorni un imprenditore di Pordenone, Giorgio Fidenato, conduce una battaglia per la liberazione dalla pratica del sostituto d'imposta, per la quale l'imprenditore lavora come esattore per conto dello Stato, e il dipendente non percepisce chiaramente il peso della pressione fiscale sui frutti del suo lavoro.
Siamo convinti che sia fondamentale che la questione fiscale diventi un tema prioritario dell'agenda politica. Per questo motivo abbiamo invitato lo stesso Giorgio Fidenato a raccontarci la sua esperienza.
Ne discuteranno con lui (e con noi):
- SANDRO BRUSCO, professore a SUNY, membro della redazione di Noisefromamerika;
- GIORGIO CREMASCHI, segretario FIOM-CGIL
- CARLO GARBARINO, docente di diritto tributario (Università Bocconi)
- OSCAR GIANNINO, direttore Chicagoblog
Modererà:
JACOPO TONDELLI, giornalista (Corriere della Sera)

MILANO 30 NOVEMBRE 2009 ore 17.30
Sala delle Colonne Banca Popolare di Milano
Via San Paolo, 12
Ore 17.30 INTRODUCE   Salvatore Carrubba
TESTIMONIANZE    
Giulio Giorello
Fiorella Kostoris
Piergiuseppe Monateri
Ore 18.30  IL PROCESSO    
Carla Romana Raineri
Salvatore Bragantini
Giorgio Squinzi

Organizza: Società Libera


lunedì 30 novembre 2009 ore 18.30
Milano, Società Umanitaria - sala Facchinetti
Riflessioni su Stato Minimo, Riduzione delle spese inutili e Drastica riduzione delle Tasse.
L'incontro, primo di una serie di dibattiti pubblici, è organizzato dal PLI Lombardia in collaborazione con il mondo liberale milanese e Lombardia Liberale, Carta Libera, Studi Liberali, Impégnàti, Studenti Bocconiani Liberali

Domenica 29 novembre 2009 h.14/h.20 / Sede - Via Marchesi de Taddei, 10
Assemblea ordinaria dell'Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano


28-11-09 a Milano promosso dalla Associazione Mario Pannunzio con la Fondazione del Corriere della sera.

Sala Buzzati
via Balzan 3
angolo via S. Marco 21
Milano
Ingresso libero
solo con prenotazione (posti limitati)
T 02 87387707
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


martedì 17 novembre 2009 - ore 19.00 -
Palazzo Dugnani ­ via Manin 2 (linea M3 ­ fermata Turati)
Relatore sul tema sarà Edoardo CROCI (docente alla Bocconi e alla Statale di Milano, nonché assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano).
L'incontro prevede 45' di intervento del relatore, seguito dal dibattito con i partecipanti all'incontro.

-Qual è lo stato attuale di sviluppo dell'economia lombarda e dell'area milanese ? Qual è stato il trend degli ultimi anni ?
-In che senso l'Expo può fare da acceleratore dello sviluppo ? Verso quali direzioni ? (infrastrutture ?, innovazione ?, ecc.)
-Che cosa rimarrà alla città e all'area circostante dopo l'Expo?
-Che benefici per il cittadino comune ?
-Quale ritorno ci si aspetta rispetto all'investimento ingente richiesto dall'Expo ?
-Quale Milano del futuro ci si immagina ?
Organizzano Cartalibera e Non Dimenticare il Futuro


Il fantasma di un partito PDF Stampa E-mail

di Ernesto Galli Della Loggia da Corriere della Sera

La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto.

Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica. E tra loro, mischiati alla rinfusa — specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma— gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d’ogni risma ma di nessuna capacità. E’ per l’appunto tra queste fila che a partire dalla primavera dell’anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo all’azione del Presidente Fini, il quale, invece, si è sempre mosso allo scoperto parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti, quando sarà giunto il momento, da molti dei cortigiani giudicato imminente, in cui l’Augusto sarà costretto in un modo o nell’altro a lasciare il potere.

Da quel che si può capire, e soprattutto si mormora, sono mesi, diciamo dalla famigerata notte di Casoria, che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall’opposizione ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine. Al di là di ogni giudizio morale tutto ciò non fa che mettere in luce un problema importante: perché mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, e pur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo? Perché non è riuscita a dare alla parte del Paese che la segue, e che tra l’altro è quasi sicuramente maggioritaria sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza? Certo, hanno influito di sicuro la leadership di Berlusconi e la sua personalità.

Il comando berlusconiano, infatti, corazzato di un inaudito potere mediatico- finanziario, non era tale da poter avere rivali di sorta assicurandosi così un dominio incontrastato che almeno pubblicamente ha finora messo sempre tutto e tutti a tacere; la personalità del premier, infine, ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneità all’universo della politica modernamente inteso. E dunque anche alla costruzione di un partito. La politica, infatti, non è vincere le elezioni e poi comandare, come sembra credere il nostro presidente del Consig l i o ; è prima a v e r e un’idea, poi certo vincere le elezioni, ma dopo anche convincere un paese e infine avere il gusto e la capacità di governare: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non è inutile.

Ma se è vero che il potere e la personalità del leader sono state un elemento decisivo nell’impedire che la Destra esprimesse niente altro che Forza Italia e il Pdl, è anche vero che né l’uno né l’altra esauriscono il problema. Che rimanda invece a caratteristiche di fondo della società italiana che come tali riguardano tanto la Destra che la Sinistra. In realtà, il verificarsi simultaneo della caduta del Muro di Berlino e di Mani pulite ha significato la fine virtuale di tutte le culture politiche che la modernità italiana era riuscita a mettere in campo nel Novecento (quella fascista avendo già fatto naufragio nel ’45). È quindi rimasto un vuoto che il Paese non è riuscito a colmare. Non si è affacciata sulla scena nessuna visione per l’avvenire, nessuna idea nuova, nessun’indicazione significativa, nessuna nuova energia realmente politica è scesa in campo. Niente.

Il risultato è che in Italia i capi politici più giovani hanno come minimo superato la cinquantina. Ma naturalmente il vuoto è più sensibile a destra, e più sensibili ne sono gli effetti negativi, perché lì la storia dell’Italia repubblicana non ha costruito nulla e dunque non ha potuto lasciare alcun deposito; che invece è rimasto solo nel centro-sinistra, erede di un ininterrotto sessantennio di governo del Paese tanto al centro che alla periferia. Così come nel centro-sinistra sono rimasti quasi tutti i vertici della classe politica che fu cattolica o comunista, portando in dote la propria esperienza e le proprie capacità. Mentre alla Destra è toccato solo il resto: a cui poi, per il sopraggiunto, generale, discredito della politica, non si è certo aggiunto il meglio del Paese.

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Anonimo   |117.94.37.xxx |2010-08-22 21:36:51
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